20.7.24

Goditi la vita!

Goditi la vita perchè avrai un sacco di tempo da passare con la morte.

Questa è una delle immagini ghost ottenute lavorando con maschere e filato...e devo dire che spesso questi risultati un po' sfumati mi piacciono di più del lavoro principale!

Il testo, che ho ottenuto modificando liberamente una frase trovata in Rete, l'ho realizzato in parte a pennello ed in parte con la penna gel bianca, poi l'ho rifinito con matite colorate:

19.7.24

SENZA PAROLE - Pag.1-B


Una pagina a doppia facciata, ovvero l'interno del cartoncino doppio riciclato da un vecchio menù:

A sinistra ho rivestito la pagina con carta dipinta in gel printing ed ho decorato con un rametto disegnato nel cartoncino nero:

Anche sulla pagina di destra ho incollato come sfondo un foglio decorato a gel printing, sul quale ho incollato un trasferimento d'immagine, ritoccato con ombretti e fard:


L'abbigliamento della ragazza, che era andato perso nel trasferimento d'immagine, l'ho ricreato con ritagli di carte dipinte:

18.7.24

Finalmente un sorriso!

Avete notato che nelle foto di moda le indossatrici hanno spesso espressioni tra il triste e il trasognato?

Si tratta di un trasferimento d'immagine un po' datato che oggi vi ripropongo in occasione del ThrowBack Thursday perchè...fa bene agli occhi vedere qualcuno che sorride apertamente mentre sta posando per lavoro! :)

17.7.24

SENZA PAROLE - Pag, 1-A

Come promesso, inizio a pubblicare le pagine del journal ricicloso senza parole, così definito perchè, contrariamente al solito, non l'ho completato con alcun testo. ;) Non badate troppo alla strana numerazione delle pagine, che serve solo come criterio organizzativo: essendo il journal costituito da elementi disomogenei (cartoncini singoli, pieghevoli, pagine doppie...) i numeri si riferiscono ai singoli elementi e le lettere alle facciate da cui sono formati. ;) Ecco la pagina 1-A (ovvero la prima facciata del primo cartoncino doppio):

L'ho realizzata con un'immagine ghost, riprendendo cioè i rimasugli di un lavoro precedente rimasti sul gel plate. Poichè il profilo era poco definito, l'ho ritagliato separandolo dal resto della pagina, ho poi incollato le due porzioni sul journal interponendo un foglio di carta nera, in modo di dare risalto ai contorni:

Il colletto è dovuto all'impronta di un pizzo di carta:

I riccioli li ho ritagliati da una carta texturizzata in gel printing e incollati a fare da chioma:

Per riempire e movimentare ho utilizzato strisce di carta decorata a mano:

16.7.24

La ciambella reimpastata

Ovvero come rimediare ad un risultato non conforme alle aspettative senza buttar via tutti gli ingredienti. ;) Se l'affermazione vi pare sibillina, vi rimando al post pubblicato ieri per i chiarimenti, qui vi mostro come ho ottenuto questo image transfer collage:

Prima di tutto ho colorato di nero, con un marker, le aree sul contorno del soggetto, per farlo emergere dal grigiore di sfondo:

Successivamente ho rimediato al pallore cadaverico del volto con ombretti e fard:

Infine ho completato con il collage, i fiori li ho ritagliati da carte per decoupage...


...così come la piccola mongolfiera, mentre gli edifici li ho ritagliati da fotocopie e i guanti da carta dipinta sul gel plate:

Cosa ne pensate, ho fatto bene a perseverare nel recupero di questo lavoro o era meglio eliminarlo prima del ritocco?

15.7.24

Non tutte le ciambelle...

...riescono col buco. Proverbio particolarmente indicato per ricordarci che, anche con i trasferimenti d'immagine, non sempre il risultato è quello auspicato. Che fare allora, c'è modo di recuperare un lavoro riuscito male? Io credo di sì, almeno nella maggior parte dei casi, e per dimostrarvelo vi propongo un video* che illustra il mio totale fallimento nell'uso delle polveri Pan Pastel, dal quale mi sono salvata in corner grazie al collage:

Devo dire, tra l'altro, che il risultato finale, così vivace e colorato mi piace proprio...domani ve lo mostrerò nei dettagli e spero che lo apprezzerete anche voi! ;)

*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)

14.7.24

Il laboratorio del dottor Leng

Dopo aver lasciato in sospeso il lettore, nel libro precedente, sulla sorte di Constance Green, pupilla dell'agente Pendergast, il duo Preston&Child torna alla ribalta per spiegare dove sia finita, ovvero in un universo parallelo datato 1880 dove la ragazza è sulle tracce del dottor Leng, il chirurgo che, nella ricerca dell'Arcano per l'immortalità, ha ucciso sua sorella e ha usato lei stessa bambina per testare l'efficacia della formula.
Nel frattempo Pendergast, che non si è mai rassegnato alla perdita della ragazza, riesce a far ricostruire la misteriosa "macchina del tempo" e, insieme al fidato Vincent D'Agosta, attraversa egli stesso il portale per andare in aiuto di Constance. Le cose però non vanno come i nostri eroi avevano sperato e...
Ahimè, ancora una volta gli autori ci fanno il solito scherzetto, interrompendo il romanzo su un inaspettato colpo di scena, la ricomparsa (nel 1880!) di Diogenes, il malefico fratello di Pendergast.
Persino la vicenda collaterale, che si svolge in tempi odierni e vede come protagonista l'agente Coldmoon, non viene chiaramente conclusa, lasciando presagire futuri sviluppi...va bene, ci può stare, sia per motivi economici che pratici, la possibilità di dividere in due un romanzo ma che si abbia almeno l'onestà di pubblicarlo come "parte 1" e non come se fosse un volume a sé!
Evidentemente non sono stata l'unica a trovare riprovevole questa tattica di marketing visto che gli autori stessi, nell'ultima pagina, si scusano con il lettore per la "conclusione inconcludente" e garantiscono di essere già all'opera per l'uscita del seguito (seguito che in realtà è già stato pubblicato in lingua inglese, per arrivare da noi ci metterà almeno un altro anno).

Autore: Douglas Preston- Lincoln Child
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 480
ISBN: 9788817182553