In effetti credo che nemmeno un soggetto affetto da ittero possa sfoggiare un incarnato così giallo! :)
Per distrarre l'attenzione, ho pensato di utilizzare uno sfondo molto colorato... a voi decidere se è stata una buona mossa! ;)
In effetti credo che nemmeno un soggetto affetto da ittero possa sfoggiare un incarnato così giallo! :)
Per distrarre l'attenzione, ho pensato di utilizzare uno sfondo molto colorato... a voi decidere se è stata una buona mossa! ;)
E' sicuramente una gonna, visto che l'immagine proviene da un servizio di moda attuale, ma il dubbio è lecito...
Nel video* che posto qui sotto, potrete vedere la realizzazione del trasferimento d'immagine, dove ho prodotto la texture con un pressino per barattoli:
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
Ricordati: oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri. (Dale Carnegie)
Un trasferimento d'immagine, il frammento di un vecchio calendario e qualche striscia decorata:
Testo problematico su fondo scuro che ho scritto in parte col pennarello nero ed in parte con la penna gel bianca:
Le decorazioni a scallop le ho ritagliate da carta dipinta sul gel plate.
... della mini serie Il riciclo di un trasferimento d'immagine non riuscito: per colorare la silhouette che vi ho mostrato in questo post, ho usato un pennarello indelebile nero e, per non sporcare il piano di lavoro, ho messo sotto il profilo un foglio di protezione. Ecco cosa ne è risultato:
Potevo rimanere indifferente a quella nuova silhouette che mi sembrava dicesse e io, perchè sono su un foglio di scarto non sono forse buona da riciclare?! Impossibile resistere a quell'accorato appello... ed ecco cosa ne è venuto fuori:
Per rimanere in tema con il carattere povero della silhouette ho usato un foglio di pulizia per la cornice e fiori disegnati a mano su carta stampata... e devo dire che quasi mi piace di più questo risultato rispetto ai più raffinati lavori delle precedenti puntate! :)
Fa tanto atmosfera anni '90... ed in effetti è da una rivista di quell'epoca che ho tratto questo trasferimento d'immagine:
E qui c'è il video* della sua realizzazione:
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Ho riunito in un unico post questi due volumi perché non sono solo semplicemente collegati dall'evoluzione temporale, come quasi tutti i romanzi precedenti della serie, ma sono l'uno il seguito dell'altro, infatti dove s'interrompe il primo il secondo inizia.
Un castello d'inganni
Su richiesta del suo superiore Sir Hillier, l'ispettore Lynley, accompagnato dagli amici Deborah e Simon St. James, si reca in Cumbria in incognito per indagare sulla morte per annegamento, ritenuto accidentale dal coroner, di un uomo appartenente ad una facoltosa famiglia d'industriali. L'indagine, come spesso succede, porta alla luce intrighi, segreti, colpe ed inganni dei vari protagonisti rivelando che più d'uno di loro avrebbe avuto il movente per uccidere...
Elizabeth George ricade nella sua solita predilezione per il romanzo introspettivo, la vicenda poliziesca è ridotta ai minimi termini, come se fosse solo la scusa da cui far partire la storia dei vari personaggi. Unico elemento di disturbo in tanta monotonia, il rapimento di Hadiyyah, figlia del vicino di casa di Barbara Havers, che però serve solo a lasciare in sospeso il lettore, affinchè acquisti il libro successivo dove l'evento verrà ripreso e sviluppato.
Autore: Elizabeth George
Casa editrice: TEA
Pagine: 580
ISBN: 9788850234288
Un piccolo gesto crudele
La piccola Hadiyyah, figlia del professor Azhar, il vicino di casa pakistano di Barbara Havers, è stata prelevata con un sotterfugio dalla madre che l'ha portata a vivere con lei ed il nuovo compagno a Lucca. Successivamente la bambina viene rapita e l'ispettore Lynley ha l'incarico di recarsi in Italia a fare da collegamento nell'indagine tra i genitori e la polizia...
Storia raffazzonata che non convince e non avvince, Barbara Havers si comporta da stupida e il professor Azhar da Calimero (ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero). Tuttavia la lettura più sconcertante è quella che verte sulla descrizione di luoghi e personaggi italiani, ma davvero Elizabeth George è convinta che la madre di un poliziotto toscano sia sempre vestita completamente di nero come una siciliana del secolo scorso? Che un magistrato lucano sia solito offrire ai suoi ospiti un grappino? Che le donne italiane abbiano i baffi e che siano così poco avvenenti al punto che persino Barbara Havers (da sempre descritta sciatta e in sovrappeso) possa apparire interessante all'ispettore italiano? Che dalle case esca sempre il profumo di pane appena sfornato, come se le donne qui fossero tutte casalinghe che panificano in proprio tutti i giorni? Che di pomeriggio non c'è in giro nessuno perché tutti si ritirano per la pennichella? Che al bar non si chieda un'acqua minerale ma una San Pellegrino? Che quando parlano gli italiani alitano aglio in faccia all'interlocutore? E, come se non bastassero le castronerie già menzionate, la George ne aggiunge un'altra che le batte tutte: quando Lynley vede un mendicante che porta al collo un cartello con la scritta HO FAME suppone che si tratti di una punizione, simile alla gogna, in uso in Italia! n_n
Autore: Elizabeth George
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 720
ISBN: 9788830440043
Eh sì, visto che i capelli dell'uomo sono già tenuti a posto da un'abbondante dose di gel, il gesto della donna appare quanto mai artificioso... certe pubblicità sono proprio fatte male! ;)
Ecco, qui di seguito, il video* che vi mostra come ho realizzato questo trasferimento d'immagine:
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)