Si chiamava Francesca Deidda, aveva 42 anni quando è stata ammazzata a martellate dal marito, chiusa in un borsone e abbandonata in un bosco. Per la cronaca é uno dei 97 casi di femminicidio avvenuti in Italia nel 2025, 97 donne assassinate brutalmente, spesso da quegli stessi uomini che un giorno avevano promesso di amarle e proteggerle. Il dato positivo, ci dice chi interpreta le statistiche, è che i femminicidi sono diminuiti del 18% rispetto al 2024, che già presentava una regressione rispetto agli anni precedenti.
Non sono d'accordo, non si possono interpretare 97 morti come un dato positivo: anche se sono diminuite rispetto al passato restano pur sempre a dimostrare che c'è ancora molto di sbagliato nella mentalità della gente se non si riesce ad impedire che certi fatti accadano, se non si riesce ad ottenere uno zero quando si fanno i conti e un 100% in meno quando si stilano le statistiche.

Perché di 97 donne ammazzate ho citato Francesca Deidda? Perché nel suo caso di vittima brutalizzata e buttata via come spazzatura, ho intravisto, questa volta sì, un segno positivo: l'animale che l'ha uccisa, quel marito che la tradiva e che pensava di liberarsi di lei incassando i soldi di una assicurazione sulla vita, è stato individuato ed incastrato grazie alla solidarietà femminile.
Pensava di averla passata liscia, aveva fatto credere a tutti, amici e parenti, per mezzo di messaggi dal telefono della moglie, che la donna si fosse allontanata volontariamente, ma non aveva previsto la reazione delle colleghe di Francesca: il fatto che non rispondesse più a voce alle chiamate e che lo stile dei messaggi fosse diverso dal solito, le aveva insospettite e, per togliersi il dubbio, una di loro scrisse in un messaggio:
«Ma lo sai che anche Giulia si è licenziata?»
«Davvero?» fu la risposta «Mi dispiace»
In quel posto di lavoro non c'era nessuna di nome Giulia... e il femminicida fu smascherato.
Sicuramente non è di consolazione per Francesca, ma forse aiuterà qualcun altra, forse servirà di monito ad altri malintenzionati il sapere che noi donne non siamo, come la società li ha abituati a supporre, sempre sole davanti alla loro violenza. Come a dire: state in guardia, uomini, perché vi teniamo d'occhio!
Buon 8 Marzo, buona festa della donna.