17.2.26

Ultima puntata...

... della mini serie Il riciclo di un trasferimento d'immagine non riuscito: per colorare la silhouette che vi ho mostrato in questo post, ho usato un pennarello indelebile nero e, per non sporcare il piano di lavoro, ho messo sotto il profilo un foglio di protezione. Ecco cosa ne è risultato:

Potevo rimanere indifferente a quella nuova silhouette che mi sembrava dicesse e io, perchè sono su un foglio di scarto non sono forse buona da riciclare?! Impossibile resistere a quell'accorato appello... ed ecco cosa ne è venuto fuori:

Per rimanere in tema con il carattere povero della silhouette ho usato un foglio di pulizia per la cornice e fiori disegnati a mano su carta stampata... e devo dire che quasi mi piace di più questo risultato rispetto ai più raffinati lavori delle precedenti puntate! :)

16.2.26

L'abito in cotonina

Fa tanto atmosfera anni '90... ed in effetti è da una rivista di quell'epoca che ho tratto questo trasferimento d'immagine:

E qui c'è il video* della sua realizzazione:

*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)

15.2.26

Due per uno

Ho riunito in un unico post questi due volumi perché non sono solo semplicemente collegati dall'evoluzione temporale, come quasi tutti i romanzi precedenti della serie, ma sono l'uno il seguito dell'altro, infatti dove s'interrompe il primo il secondo inizia.

Un castello d'inganni
Su richiesta del suo superiore Sir Hillier, l'ispettore Lynley, accompagnato dagli amici Deborah e Simon St. James, si reca in Cumbria in incognito per indagare sulla morte per annegamento, ritenuto accidentale dal coroner, di un uomo appartenente ad una facoltosa famiglia d'industriali. L'indagine, come spesso succede, porta alla luce intrighi, segreti, colpe ed inganni dei vari protagonisti rivelando che più d'uno di loro avrebbe avuto il movente per uccidere...
Elizabeth George ricade nella sua solita predilezione per il romanzo introspettivo, la vicenda poliziesca è ridotta ai minimi termini, come se fosse solo la scusa da cui far partire la storia dei vari personaggi. Unico elemento di disturbo in tanta monotonia, il rapimento di Hadiyyah, figlia del vicino di casa di Barbara Havers, che però serve solo a lasciare in sospeso il lettore, affinchè acquisti il libro successivo dove l'evento verrà ripreso e sviluppato.

Autore: Elizabeth George
Casa editrice: TEA
Pagine: 580
ISBN: 9788850234288

Un piccolo gesto crudele
La piccola Hadiyyah, figlia del professor Azhar, il vicino di casa pakistano di Barbara Havers, è stata prelevata con un sotterfugio dalla madre che l'ha portata a vivere con lei ed il nuovo compagno a Lucca. Successivamente la bambina viene rapita e l'ispettore Lynley ha l'incarico di recarsi in Italia a fare da collegamento nell'indagine tra i genitori e la polizia...
Storia raffazzonata che non convince e non avvince, Barbara Havers si comporta da stupida e il professor Azhar da Calimero (ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero). Tuttavia la lettura più sconcertante è quella che verte sulla descrizione di luoghi e personaggi italiani, ma davvero Elizabeth George è convinta che la madre di un poliziotto toscano sia sempre vestita completamente di nero come una siciliana del secolo scorso? Che un magistrato lucano sia solito offrire ai suoi ospiti un grappino? Che le donne italiane abbiano i baffi e che siano così poco avvenenti al punto che persino Barbara Havers (da sempre descritta sciatta e in sovrappeso) possa apparire interessante all'ispettore italiano? Che dalle case esca sempre il profumo di pane appena sfornato, come se le donne qui fossero tutte casalinghe che panificano in proprio tutti i giorni? Che di pomeriggio non c'è in giro nessuno perché tutti si ritirano per la pennichella? Che al bar non si chieda un'acqua minerale ma una San Pellegrino? Che quando parlano gli italiani alitano aglio in faccia all'interlocutore? E, come se non bastassero le castronerie già menzionate, la George ne aggiunge un'altra che le batte tutte: quando Lynley vede un mendicante che porta al collo un cartello con la scritta HO FAME suppone che si tratti di una punizione, simile alla gogna, in uso in Italia! n_n

Autore: Elizabeth George
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 720
ISBN: 9788830440043

14.2.26

Ti pettino per finta...

Eh sì, visto che i capelli dell'uomo sono già tenuti a posto da un'abbondante dose di gel, il gesto della donna appare quanto mai artificioso... certe pubblicità sono proprio fatte male! ;)

Ecco, qui di seguito, il video* che vi mostra come ho realizzato questo trasferimento d'immagine:

*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)

13.2.26

Un po' inquietante...

Di questa ragazza si vede bene un solo occhio... ma è sufficiente a dare al suo sguardo un che di mefistofelico, non trovate?!

Ho usato per lo sfondo uno dei soliti fogli di pulizia ed ho aggiunto due strisce decorate a sottolineare il riquadro.

12.2.26

Pronta per la fine dell'inverno...

Con quel soprabito di mezza stagione che quasi tutti abbiamo nel guardaroba ma che raramente riusciamo ad indossare per più di un paio di giorni, vista la rapidità dei mutamenti climatici!

Ecco qui sotto il video* della sessione di gel printing in cui ho realizzato il trasferimento d'immagine:

*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)

11.2.26

Ciò che conta...

Conta quello che si fa, non quello che si dice. (Cesare Pavese)

Un trasferimento d'immagine e qualche ritaglio, i callout li ho ritagliati da un libretto d'istruzioni di un elettrodomestico... non ho nemmeno idea di che lingua sia! :)

Il testo l'ho scritto a pennarello , le decorazioni a scallop le ho ritagliate sempre dallo stesso libretto d'istruzioni... in un'altra lingua però! ;)