Christine Lucas soffre di una grave forma di amnesia: ogni mattina quando si sveglia non ricorda nulla del suo passato, nemmeno di quello più recente, non sa chi sia l'uomo che si trova al fianco nel letto e non riconosce nemmeno sé stessa nello specchio del bagno! Il medico che la segue le suggerisce di tenere un diario nel quale annotare tutti gli accadimenti di ogni giornata in modo da fermare sulla carta i ricordi che non riesce ad immagazzinare nella memoria. E sarà proprio a causa di questo diario che, a poco a poco, Christine riuscirà a ricostruire la sua storia e a far luce sul trauma che le ha provocato l'amnesia.
Francamente non mi so spiegare il successo di romanzi come questo: l'idea non è originale (era già stata sviluppata in precedenza, in maniera decisamente più amabile, in un film). La storia è del tutto inverosimile: senza entrare in merito alla attendibilità medico/scientifica del disturbo amnesico che affligge la protagonista, mi chiedo come sia possibile credere che la stessa riesca a scrivere ogni giorno, solo nei ritagli di tempo e di nascosto dal marito del quale non si fida, 30-40 pagine di diario per poi rileggerle -queste e tutte quelle accumulatesi in precedenza!- ogni mattina e, soprattutto, ricordarsene chiaramente il contenuto per il resto della giornata! Come se non bastasse l'Autore -uomo ed evidentemente scarsamente edotto di psicologia femminile- ha fatto della protagonista un essere tremebondo e piagnucoloso nel quale nessuna donna normale credo possa nè voglia riconoscersi.
Autore: S.J. Watson
Casa editrice: Piemme
Pagine: 420
ISBN: 9788848584













