Nello stato del Mississipi, nel profondo Sud rurale americano, una bambina di colore viene rapita, malmenata e violentata da due teppisti bianchi ubriachi, che l'abbandonano presso un canale credendola morta. Salvata da pescatori di passaggio la bimba riesce a fornire indicazioni idonee a far arrestare i due stupratori e suo padre, durante il loro trasferimento dal tribunale alla prigione, predispone un agguato e li uccide entrambi.
Questa la premessa, che si esaurisce nelle prime 80 pagine, il romanzo infatti punta più sulla descrizione dell'azione legale che segue, nella quale un altrimenti irreprensibile cittadino viene sottoposto a processo per omicidio.
Benché sia stato scritto nel 1989, il libro mi sembra ancora attuale, perlomeno a giudicare da quel che ci rivelano interviste e reportage dagli USA, nella descrizione di una certa mentalità americana incline ad approvare, se non addirittura a promuovere, le soluzioni di giustizia fai-da-te. Non fraintendetemi: capisco benissimo -e condivido!- le motivazioni che possono spingere un genitore ad un'azione del genere, se quei due avessero fatto del male a mia figlia avrei sicuramente desiderato anch'io la loro morte (quanto più lenta e dolorosa possibile!) ma, per fortuna, vivo in un paese dove non è così facile, per un comune cittadino, procurarsi una mitraglietta come quella che usa il protagonista della vicenda per ammazzare i due stupratori. E dico per fortuna perché le nostre leggi m'impedirebbero di trasformarmi in un'assassina, gravando la mia famiglia di un'altra disgrazia oltre alla tragedia che già starebbe vivendo.
In Italia tante cose non funzionano come dovrebbero...ma almeno possiamo essere grati alle leggi che regolamentano il possesso di armi! ;)
Autore: John Grisham
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 528
ISBN: 978880436
















