4.1.26

La donna che vestiva di rosso

Dopo aver riconsegnato il distintivo al suo superiore e aver sepolto la moglie, insieme al figlio mai nato, nel cimitero dell'avita dimora in Cornovaglia, Thomas Lynley, con l'unica compagnia di un sacco a pelo e di poche provviste, inizia a vagare a piedi, senza ragione e senza meta, senza documenti e senza denaro, senza lavarsi né cambiarsi, riducendo il suo aspetto a quello di un barbone... un quadro da feuilleton che mal si addice al personaggio, se fosse un attore diremmo che è fuori parte ma poiché è un essere frutto di fantasia non possiamo che imputarne la mal riuscita ad un passo falso del l'Autrice. Altrettanto discutibile è ciò che accade poi: quel che non han potuto fare per scuotere Lynley dall'apatia l'affetto e la solidarietà di parenti ed amici, lo ottiene il ritrovamento casuale di un cadavere che risveglia il suo istinto di poliziotto... mah!
E che dire dell'indagine? Tanta carne al fuoco per depistare eppure il colpevole lo si identifica già alla sua seconda comparsa in scena. Il peggior romanzo di Elizabeth George che mi sia capitato di leggere, l'avrà davvero scritto lei?!

Autore: Elizabeth George
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 576
ISBN: 9788830423985