Ho riunito in un unico post questi due volumi perché non sono solo semplicemente collegati dall'evoluzione temporale, come quasi tutti i romanzi precedenti della serie, ma sono l'uno il seguito dell'altro, infatti dove s'interrompe il primo il secondo inizia.
Un castello d'inganni
Su richiesta del suo superiore Sir Hillier, l'ispettore Lynley, accompagnato dagli amici Deborah e Simon St. James, si reca in Cumbria in incognito per indagare sulla morte per annegamento, ritenuto accidentale dal coroner, di un uomo appartenente ad una facoltosa famiglia d'industriali. L'indagine, come spesso succede, porta alla luce intrighi, segreti, colpe ed inganni dei vari protagonisti rivelando che più d'uno di loro avrebbe avuto il movente per uccidere...
Elizabeth George ricade nella sua solita predilezione per il romanzo introspettivo, la vicenda poliziesca è ridotta ai minimi termini, come se fosse solo la scusa da cui far partire la storia dei vari personaggi. Unico elemento di disturbo in tanta monotonia, il rapimento di Hadiyyah, figlia del vicino di casa di Barbara Havers, che però serve solo a lasciare in sospeso il lettore, affinchè acquisti il libro successivo dove l'evento verrà ripreso e sviluppato.
Autore: Elizabeth George
Casa editrice: TEA
Pagine: 580
ISBN: 9788850234288
Un piccolo gesto crudele
La piccola Hadiyyah, figlia del professor Azhar, il vicino di casa pakistano di Barbara Havers, è stata prelevata con un sotterfugio dalla madre che l'ha portata a vivere con lei ed il nuovo compagno a Lucca. Successivamente la bambina viene rapita e l'ispettore Lynley ha l'incarico di recarsi in Italia a fare da collegamento nell'indagine tra i genitori e la polizia...
Storia raffazzonata che non convince e non avvince, Barbara Havers si comporta da stupida e il professor Azhar da Calimero (ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero). Tuttavia la lettura più sconcertante è quella che verte sulla descrizione di luoghi e personaggi italiani, ma davvero Elizabeth George è convinta che la madre di un poliziotto toscano sia sempre vestita completamente di nero come una siciliana del secolo scorso? Che un magistrato lucano sia solito offrire ai suoi ospiti un grappino? Che le donne italiane abbiano i baffi e che siano così poco avvenenti al punto che persino Barbara Havers (da sempre descritta sciatta e in sovrappeso) possa apparire interessante all'ispettore italiano? Che dalle case esca sempre il profumo di pane appena sfornato, come se le donne qui fossero tutte casalinghe che panificano in proprio tutti i giorni? Che di pomeriggio non c'è in giro nessuno perché tutti si ritirano per la pennichella? Che al bar non si chieda un'acqua minerale ma una San Pellegrino? Che quando parlano gli italiani alitano aglio in faccia all'interlocutore? E, come se non bastassero le castronerie già menzionate, la George ne aggiunge un'altra che le batte tutte: quando Lynley vede un mendicante che porta al collo un cartello con la scritta HO FAME suppone che si tratti di una punizione, simile alla gogna, in uso in Italia! n_n
Autore: Elizabeth George
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 720
ISBN: 9788830440043

