28.2.26

Imbronciata

Che sia arrabbiata con me per come è venuto il trasferimento d'immagine? ;)

La foto originaria l'ho ritagliata dalla pagina di una rivista di lavori a maglia.

27.2.26

Non ho idea...

... di cosa stesse guardando la ragazza, così ho aggiunto le strisce decorate per dare un senso alla sua posizione, come se stesse ammirando quelle propaggini che si estendono verso di lei...

Il foglio di pulizia si prestava alla bisogna perchè lasciava uno spazio adatto, sulla sinistra, all'inserimento delle strisce.

26.2.26

Il dubbio

La ragazza ha un'espressione perplessa, forse non si era messa gli occhiali quando ha incontrato il tipo ed ora che l'ha visto bene, si domanda come fare per liberarsene... ;)

Ecco qui sotto il video* della realizzazione del trasferimento d'immagine:

*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)

25.2.26

Modi di essere

Alcune persone camminano sotto la pioggia, altre si bagnano e basta. (Roger Miller)

Un trasferimento d'immagine vestito a nuovo con ritagli di carte dipinte in gel printing:

Testo scritto col pennarello nero e gocce di pioggia disegnate con un rapido dalla punta fine:

24.2.26

In piena luce

Cosa c'è infatti di più luminoso dei colori ad effetto fluorescente?!

Nel trasferimento d'immagine si era persa parte della capigliatura, che ho ricostruito con qualche extension di carta:

Il fondo è una pagina texturizzata sul gel plate, che ho completato delineando con un pennarello a punta fine il contorno dei rametti:

23.2.26

Massaggiamo il gel plate!

Quando ho trovato questi due attrezzini in un negozio di cineserie... non sapevo nemmeno a cosa servissero!

Poi ho scoperto che sono strumenti per il massaggio cutaneo... ma solo dopo aver già provveduto a massaggiare il mio gel plate! E guardate gli sfondi che ho ottenuto:

Vi mostro il video* della lavorazione, dove vedrete che basta muovere in direzioni diverse le rotelle degli attrezzini per ottenere rigature sempre differenti:

Credo che questi attrezzi siano facilmente reperibili, ma se non li trovate o se non giudicate utile acquistarli, potrete sempre scaricare gli sfondi che ho realizzato io, basterà cliccare sull'immagine qui sotto per aprire la pagina del download:

download

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22.2.26

Fiorella

In un primo momento l'avrei voluta chiamare Margherita ma poi ho pensato che rischiava di essere confusa con l'omonima pizza con la quale ha ben poco in comune: si tratta infatti di un sostanzioso piatto unico che, oltre ad essere molto nutriente, per una volta tanto si presenta anche bene. ;)

Gli ingredienti:
- 300 gr. di Farina Bianca
- 100 gr. di Burro
- 3 cucchiaini rasi di Sale
- 1 cucchiaino di Zucchero
- 1 cubetto di Lievito di Birra
- Acqua tiepida q.b.
- 450 gr. di Spinaci surgelati
- 200 gr. di Formaggio spalmabile
- 200 gr. di formaggio Brie
- 10 Babybel
- 10 Olive snocciolate

La preparazione:
- Prima di tutto scongelo gli spinaci e li mescolo con il formaggio spalmabile, poi preparo l'impasto versando nel mixer farina, sale, burro e il lievito sciolto in acqua tiepida insieme allo zucchero. Lo stendo quindi in una sfoglia rettangolare:


- Spalmo sulla sfoglia il composto di spinaci e formaggio livellandolo bene:

- Aggiungo il formaggio Brie tagliato in pezzetti allungati:

- Arrotolo la sfoglia su sè stessa nel verso del lato più lungo:

- Con un coltello taglio il rotolo in dieci porzioni:

- Distribuisco le porzioni in una teglia, lasciando lo spazio necessario alla lievitazione:

- Su ogni porzione appoggio un formaggino Babybel:

- Lascio lievitare per un'ora, in modo che gli spazi tra le varie porzioni si assottiglino:

- Porto in forno a 180° per un quarto d'ora, in modo che i formaggini in superficie si ammorbidiscano, così da potervi affondare le olive, una per ciascuna porzione:

- Rimetto in forno per altri 25-30 minuti, fino a completa cottura, poi travaso nel piatto di portata:

Ora posso gustarmi la mia fettina di Fiorella...sì è piccola ma vi assicuro che sazia tantissimo! :)

21.2.26

Nel bosco...

... in autunno inoltrato, quando le foglie sono tutte cadute ma la luce conserva ancora l'atmosfera dell'estate passata:

Un trasferimento d'immagine venuto un po' granuloso... ma forse sta proprio in questa involontaria texture la sua riuscita! ;)

20.2.26

Colorito insolito

In effetti credo che nemmeno un soggetto affetto da ittero possa sfoggiare un incarnato così giallo! :)

Per distrarre l'attenzione, ho pensato di utilizzare uno sfondo molto colorato... a voi decidere se è stata una buona mossa! ;)

19.2.26

Gonna o tutù?

E' sicuramente una gonna, visto che l'immagine proviene da un servizio di moda attuale, ma il dubbio è lecito...

Nel video* che posto qui sotto, potrete vedere la realizzazione del trasferimento d'immagine, dove ho prodotto la texture con un pressino per barattoli:

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18.2.26

Punti di vista

Ricordati: oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri. (Dale Carnegie)

Un trasferimento d'immagine, il frammento di un vecchio calendario e qualche striscia decorata:

Testo problematico su fondo scuro che ho scritto in parte col pennarello nero ed in parte con la penna gel bianca:

Le decorazioni a scallop le ho ritagliate da carta dipinta sul gel plate.

17.2.26

Ultima puntata...

... della mini serie Il riciclo di un trasferimento d'immagine non riuscito: per colorare la silhouette che vi ho mostrato in questo post, ho usato un pennarello indelebile nero e, per non sporcare il piano di lavoro, ho messo sotto il profilo un foglio di protezione. Ecco cosa ne è risultato:

Potevo rimanere indifferente a quella nuova silhouette che mi sembrava dicesse e io, perchè sono su un foglio di scarto non sono forse buona da riciclare?! Impossibile resistere a quell'accorato appello... ed ecco cosa ne è venuto fuori:

Per rimanere in tema con il carattere povero della silhouette ho usato un foglio di pulizia per la cornice e fiori disegnati a mano su carta stampata... e devo dire che quasi mi piace di più questo risultato rispetto ai più raffinati lavori delle precedenti puntate! :)

16.2.26

L'abito in cotonina

Fa tanto atmosfera anni '90... ed in effetti è da una rivista di quell'epoca che ho tratto questo trasferimento d'immagine:

E qui c'è il video* della sua realizzazione:

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15.2.26

Due per uno

Ho riunito in un unico post questi due volumi perché non sono solo semplicemente collegati dall'evoluzione temporale, come quasi tutti i romanzi precedenti della serie, ma sono l'uno il seguito dell'altro, infatti dove s'interrompe il primo il secondo inizia.

Un castello d'inganni
Su richiesta del suo superiore Sir Hillier, l'ispettore Lynley, accompagnato dagli amici Deborah e Simon St. James, si reca in Cumbria in incognito per indagare sulla morte per annegamento, ritenuto accidentale dal coroner, di un uomo appartenente ad una facoltosa famiglia d'industriali. L'indagine, come spesso succede, porta alla luce intrighi, segreti, colpe ed inganni dei vari protagonisti rivelando che più d'uno di loro avrebbe avuto il movente per uccidere...
Elizabeth George ricade nella sua solita predilezione per il romanzo introspettivo, la vicenda poliziesca è ridotta ai minimi termini, come se fosse solo la scusa da cui far partire la storia dei vari personaggi. Unico elemento di disturbo in tanta monotonia, il rapimento di Hadiyyah, figlia del vicino di casa di Barbara Havers, che però serve solo a lasciare in sospeso il lettore, affinchè acquisti il libro successivo dove l'evento verrà ripreso e sviluppato.

Autore: Elizabeth George
Casa editrice: TEA
Pagine: 580
ISBN: 9788850234288

Un piccolo gesto crudele
La piccola Hadiyyah, figlia del professor Azhar, il vicino di casa pakistano di Barbara Havers, è stata prelevata con un sotterfugio dalla madre che l'ha portata a vivere con lei ed il nuovo compagno a Lucca. Successivamente la bambina viene rapita e l'ispettore Lynley ha l'incarico di recarsi in Italia a fare da collegamento nell'indagine tra i genitori e la polizia...
Storia raffazzonata che non convince e non avvince, Barbara Havers si comporta da stupida e il professor Azhar da Calimero (ce l'hanno tutti con me perché sono piccolo e nero). Tuttavia la lettura più sconcertante è quella che verte sulla descrizione di luoghi e personaggi italiani, ma davvero Elizabeth George è convinta che la madre di un poliziotto toscano sia sempre vestita completamente di nero come una siciliana del secolo scorso? Che un magistrato lucano sia solito offrire ai suoi ospiti un grappino? Che le donne italiane abbiano i baffi e che siano così poco avvenenti al punto che persino Barbara Havers (da sempre descritta sciatta e in sovrappeso) possa apparire interessante all'ispettore italiano? Che dalle case esca sempre il profumo di pane appena sfornato, come se le donne qui fossero tutte casalinghe che panificano in proprio tutti i giorni? Che di pomeriggio non c'è in giro nessuno perché tutti si ritirano per la pennichella? Che al bar non si chieda un'acqua minerale ma una San Pellegrino? Che quando parlano gli italiani alitano aglio in faccia all'interlocutore? E, come se non bastassero le castronerie già menzionate, la George ne aggiunge un'altra che le batte tutte: quando Lynley vede un mendicante che porta al collo un cartello con la scritta HO FAME suppone che si tratti di una punizione, simile alla gogna, in uso in Italia! n_n

Autore: Elizabeth George
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 720
ISBN: 9788830440043

14.2.26

Ti pettino per finta...

Eh sì, visto che i capelli dell'uomo sono già tenuti a posto da un'abbondante dose di gel, il gesto della donna appare quanto mai artificioso... certe pubblicità sono proprio fatte male! ;)

Ecco, qui di seguito, il video* che vi mostra come ho realizzato questo trasferimento d'immagine:

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13.2.26

Un po' inquietante...

Di questa ragazza si vede bene un solo occhio... ma è sufficiente a dare al suo sguardo un che di mefistofelico, non trovate?!

Ho usato per lo sfondo uno dei soliti fogli di pulizia ed ho aggiunto due strisce decorate a sottolineare il riquadro.

12.2.26

Pronta per la fine dell'inverno...

Con quel soprabito di mezza stagione che quasi tutti abbiamo nel guardaroba ma che raramente riusciamo ad indossare per più di un paio di giorni, vista la rapidità dei mutamenti climatici!

Ecco qui sotto il video* della sessione di gel printing in cui ho realizzato il trasferimento d'immagine:

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11.2.26

Ciò che conta...

Conta quello che si fa, non quello che si dice. (Cesare Pavese)

Un trasferimento d'immagine e qualche ritaglio, i callout li ho ritagliati da un libretto d'istruzioni di un elettrodomestico... non ho nemmeno idea di che lingua sia! :)

Il testo l'ho scritto a pennarello , le decorazioni a scallop le ho ritagliate sempre dallo stesso libretto d'istruzioni... in un'altra lingua però! ;)

10.2.26

Seconda puntata?

Vi ho mostrato in questo post il risultato di un trasferimento d'immagine non riuscito che ho in qualche modo recuperato... ma non era finita lì! Il profilo della foto ritagliata per il transfer, dopo averlo colorato col pennarello, l'ho riutilizzato per questo lavoro:

La tecnica è più o meno simile a quella che ho usato per il lavoro precedente, un pizzo di carta e qualche fiore fotocopiato, ma la cornice non è fatta di carta colorata ma di carta texturizzata sul gel plate. ;)

9.2.26

Effetto radica

La radica è un legno pregiato che si ricava dalle radici di alcuni alberi, in particolare ho provato a riprodurre sul gel plate la radica di olmo perchè mi piace il suo colore delicato:

Ho utilizzato due tonalità di acrilico, il marrone scuro e il beige rosato che, stando alla definizione un po' limitativa sul tubetto, viene classificato come color pelle... come a dire che la pelle, per antonomasia, è solo quella di una certa parte dell'umanità! Comunque qui sotto potrete vedere* come ho realizzato l'effetto radica sul gel plate:

Ho provato varie procedure, e nel video vi ho mostrato quella che mi sembra abbia dato i migliori risultati, ecco, a titolo di esempio. alcuni degli effetti ottenuti con tecniche leggermente diverse:

Mi auguro concordiate con me che l'effetto più vicino al vero è quello che vi ho mostrato nell'immagine di apertura... ;)

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