Si tratta di una serie di romanzi che raccontano dell'ascesa di Re Artù, prendendola molto alla lontana: il primo volume è ambientato infatti del periodo appena precedente alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, quando ancora la Britannia è soggetta alla legalità garantita dalla presenza delle legioni romane sul territorio...
La pietra del cielo
Gaio Publio Varro, romano per ascendenza ma nato nella Britannia dell'Impero, milita nella XX legione quando una brutta ferita lo rende storpio e lo costringe a rinunciare alla carriera militare per dedicarsi ad una vecchia passione trasmessagli dal nonno, la forgiatura dei metalli.
Date le premesse si potrebbe pensare all'ennesimo romanzo di ambientazione antica Roma intriso di battaglie, eroismi e sangue... invece si tratta del nostalgico racconto che Varro, ormai anziano, fa della sua vita, delle persone conosciute, amate oppure odiate, e delle circostanze che lo hanno portato a creare, con il metallo estratto da un meteorite ritrovato in fondo ad un lago, la pietra del cielo, una statuetta muliebre che egli ha chiamato la signora del lago...
Autore: Jack Whyte
Casa editrice: Piemme
Pagine: 538
ISBN: 9788856609714
La spada che canta
Prosegue il racconto di Gaio Publio Varro: la comunità che ha fondato con il cognato Caio Britannico prospera e richiama sempre più persone disposte a difendere la propria autonomia dalle ingerenze di Roma e dalle incursioni dei razziatori barbari. Il matrimonio della figlia di Varro con Uric Pendragon, figlio del re dei Celti, sancisce il riconoscimento di una nuova stirpe: non più Romani e Celti ma solo e insieme Britanni sotto l'egida del loro figlio Uther (il futuro padre di Artù). Consapevole che ormai è giunto il momento propizio, Varro fonde la statua della signora del lago per forgiare da quel metallo una spada straordinaria, che chiamerà Excalibur, destinata a cambiare il futuro di un'intera nazione...
Autore: Jack Whyte
Casa editrice: Piemme
Pagine: 560
ISBN: 9788838447884
Le cronache di Camelot proseguono in altri sette volumi... una vera manna per gli appassionati del genere! Non è il mio caso però: le leggende su Artù e i Cavalieri della tavola rotonda sono troppo note e già ripetutamente sfruttate per suscitarmi ancora interesse sebbene debba riconoscere che, se l'Autore è rimasto coerente allo stile dei primi due libri, l'interpretazione razionale dei fenomeni da altri attribuiti alla magia, è un punto a suo favore, non fosse altro che per l'originalità.

