C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo. (Fabrizio De Andrè)
Ho recuperato un trasferimento d'immagine venuto troppo scuro per realizzare questa facciata, poi ho aggiunto dei fiori ritagliati da fotocopie:
Il testo l'ho scritto in parte a pennarello ed in parte con la penna gel bianca. Mi sono servita delle strisce puntinate per riempire gli spazi ma anche per evidenziare la presenza del testo:
No, è solo colpa mia se questa povera donna si è ritrovata con una fronte degna del noto personaggio di Mary Shelley: come avete visto nel video che ho pubblicato ieri, ho usato con un po' troppa energia il cotton fioc per rimuovere le macchie dal trasferimento d'immagine ed il risultato è stato questo:
Ho cercato di rimediare scurendo la zona della fronte con una matita nera:
Ma il lavoro ancora non mi soddisfava, così l'ho trasformato in un collage:
Il ritocco principale è stato l'aggiunta dei fiori, ritagliati da fotocopie:
Già che c'ero, ne ho approfittato per vivacizzare l'abbigliamento, sostituendo l'abito con un ritaglio di carta proveniente da un foglio di pulizia, che ho poi decorato con uno stencil:
I puntini gialli sullo scialle li ho invece ottenuti con un pennarello UniPosca.
Dave Gurney, poliziotto in pensione, riceve una telefonata da parte di una vecchia conoscente la quale gli chiede di collaborare con la figlia Kim, una giovane giornalista che sta preparando un'inchiesta televisiva sui cosiddetti orfani di omicidio ovvero i congiunti delle vittime di assassinii rimasti irrisolti. In particolare la ragazza ha scelto di occuparsi di una serie di omicidi avvenuti una decina di anni prima ad opera di un killer noto come il Buon Pastore che uccideva persone accomunate apparentemente solo dal fatto di essere al volante di una lussuosa Mercedes nera. Per poter offrire a Kim il suo supporto, Gurney si fa inviare tutta la documentazione sul caso dall'ex collega che l'aveva seguito prima che passasse all'FBI e, rendendosi conto che, nella premura di concluderla, l'inchiesta non era stata condotta con la dovuta accuratezza, inizia ad investigare per proprio conto sfidando l'ostracismo messo in atto da chi all'epoca aveva diretto l'indagine. Intanto però l'assassino ha ricominciato ad uccidere... Un buon poliziesco, basato più sulla deduzione che sull'azione, così da consentire ad un lettore mediamente smaliziato di arrivare autonomamente alla soluzione del caso... ovviamente la soddisfazione di aver colto nel segno pregiudica l'effetto della suspense ma non si può avere tutto! ;)
Autore: John Verdon Casa editrice: Piemme Pagine: 513 ISBN: 9788856635164
Ovviamente solo per fare la foto, facendo finta di essere la padrona di casa che dirige la servitù. ;)
Ecco qui sotto il video* della realizzazione del trasferimento d'immagine:
Ho scoperto su Internet che qualcuno utilizza due volte la stessa pagina di rivista per il trasferimento d'immagine ed ho voluto provare, questo è il secondo transfer che ho ottenuto:
Non molto definito e un po' macchiato... ma è comunque venuto, quindi è un fatto da tener presente per il futuro! ;)
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
Prosegue anche su questa pagina la poesia di Giovanni Visconti Venosta La partenza del crociato... anche se in fondo il significato del testo conta relativamente, visto che l'ho utilizzato come riempimento grafico:
La silhouette, ottenuta da mascheratura, l'ho delineata con pennarello nero e puntinata con UniPosca verde.
Ma forse sarebbe meglio dire da arte perchè l'album che vi presento oggi contiene dei trasferimenti d'immagine realizzati a partire da foto di statue, quadri, monumenti... e via dicendo. Ecco la copertina intera dell'album:
Questo il particolare della copertina anteriore con la scritta a pennarello:
Qui sotto invece vi mostro il video* dove l'album viene sfogliato:
In tutto sono 40 trasferimenti d'immagine a tema artistico... vi piace la raccolta?
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
Soprattutto se l'originalità si manifesta sotto forma di un gioiello da portare al collo, non si capisce come quella povera donna riesca a stare diritta! :)
Un trasferimento d'immagine ben riuscito ma poco significativo, con la figura così isolata:
Ho pensato così di darle un contorno di rami e foglie:
Ora mi sembra meglio ambientata, voi cosa ne pensate?
... perchè il tappetino di silicone, prodotto con lo scopo di ospitare alimenti, è in realtà finito sul tavolo di crafting a fare concorrenza al gel plate! Un'amica, su Instagram, mi aveva suggerito l'uso di questo insolito attrezzo per effettuare i trasferimenti d'immagine ed ho voluto provare... devo ammettere che il primo risultato è stato parecchio deludente:
Il trasferimento, se si chiude un occhio sulle numerose macchie, era riuscito, ma, quando ho cercato di tirarlo su, ho scoperto che è rimasto in buona parte sul tappetino! Miglior risultato al secondo tentativo:
In questo caso è bastato tenere, per una decina di minuti, il foglio di ripresa sul tappetino, coperto da un libro. Anche in questo caso ho comunque notato il formarsi di numerose macchie. Poichè il tappetino ha scarso spessore e diventa rigido quando è steso sul piano di lavoro, ho pensato di ammorbidirlo inserendovi sotto un foglio di schiuma da imballaggio... ed ecco come ho ottenuto la terza stampa:
E' opportuno precisare che ho usato per tutti e tre i trasferimenti d'immagine le pagine provenienti dalla stessa rivista, in modo che il fattore carta non influisse sul risultato. ;) Qui sotto trovate il video* della sessione di gel printing in cui ho effettuato le prove:
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
Credo che capiti a tutti gli artisti per diletto (e probabilmente anche a quelli che lo fanno di professione) di avere talvolta dei cali d'ispirazione: ci si guarda in giro, si osservano i propri materiali ma non si ha molta voglia di prenderli in mano, come se si fosse un po' stufi di fare sempre le stesse cose... vi é mai capitato? E, se sí, cosa fate per uscire dall'impasse? Io vado a guardare cosa fanno gli altri! ;) È così che mi sono imbattuta, su Instagram, nella pagina di Sarah van Dongen, un'illustratrice di libri per bambini, della quale mi sono piaciuti subito le pagine colorate e un po' naive dei suoi journals:
Scoprendo poi che ha collaborato con Domestika, è lì che sono andata a cercarla, ed ho trovato questi tre corsi:
Il pacchetto dei tre corsi era offerto a 11,99 Euro, più o meno il costo di un romanzo tascabile, così mi sono detta perché no? e mi sono iscritta. Essendomi ormai nota la politica aziendale di Domestika, non mi aspettavo grandi cose, quindi non sono rimasta delusa: come al solito tanta aria fritta e pochi contenuti utili, nella fattispecie mi sono piaciute le lezioni sui materiali, perché mi hanno fatto scoprire prodotti che non conoscevo. Per il resto mi sono sembrati corsi più motivazionali che pratici: Sarah van Dongen parla spesso di sé stessa, di come si è affermata come illustratrice e mostra il suo metodo di lavoro che adotta comunque tecniche tradizionali già note e non offre spunti innovativi o tips & tricks del mestiere. Di utile ho comunque appreso due cose: prima di tutto che bisogna imparare a buttarsi, che è sbagliato astenersi dal pasticciare su un taccuino per il timore di rovinarlo. Secondariamente... che non occorre saper disegnare per diventare illustratori di professione! ;)
Stavo facendo un po' di prove sull'ultimo gel plate acquistato, quando mi è successa una cosa strana durante un trasferimento d'immagine da una stampa laser: oltre ad un pessimo risultato, ho ottenuto un effetto di negativo fotografico, in pratica i chiari sono diventati scuri e viceversa:
L'effetto si nota meglio nella parte dove c'è il testo, che avrebbe dovuto essere nero ed invece è rosato, per effetto del colore che ho usato per tirar su la stampa, segno che sulla piastra era perfettamente trasparente:
Qui sotto trovate il video* che vi mostra dal vivo questo strano effetto:
Vi è mai successa una cosa simile nei vostri trasferimenti d'immagine? Nel caso fatemelo sapere... come dice il proverbio mal comune, mezzo gaudio! ;)
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
Ottenuta non con ferri e lana ma con carta e forbici! :)
Il trasferimento d'immagine era venuto piuttosto bruttino... ed è rimasto tale nonostante il ritocco con le matite colorate!
Mi piaceva però lo sfondo, che ho realizzato direttamente sul transfer con un tappetino da lavello:
Così ho ricostruito il maglione, perduto durante il trasferimento, disegnandovi dei rombi che ho poi ritagliato, riempiendo gli spazi vuoti grazie ad una carta colorata messa sotto la figura:
Nel video postato un paio di settimane fa, tanto qui che sui social, confrontavo la resa, nel trasferimento d'immagine dalla stessa rivista, tra due differenti marchi di gel plates. Il risultato? Così come in passato la domanda era: - quale rivista è la migliore? - dopo la pubblicazione di quel filmato la domanda è diventata: - quale gel plate è il migliore? - Ho cercato di chiarire che il mio proposito era solo quello di dimostrare come la riuscita del lavoro non dipendesse esclusivamente dalla rivista, ragion per cui, intenzionalmente, non ho rivelato i marchi delle due piastre usate proprio per evitare che qualcuno, travisando il senso del post, saltasse alla conclusione che uno dei due brands fosse meglio dell'altro.
Lo scopo del video, ci tengo a ribadirlo, era solo quello di sottolineare che due piastre di marche diverse lavorano diversamente nel trasferimento d'immagine e che, per ottenere il miglior risultato, occorre individuare quale rivista ha maggiori affinità con il gel plate in proprio possesso. Ma attenzione: ciò non significa che una certa rivista funzioni sempre con un certo gel plate, magari! Sarebbe bello se accadesse, come in osservanza ad una formula matematica: rivista X + gel plate Y = trasferimento garantito. Non funziona così! La riuscita del trasferimento d'immagine dipende da molti fattori: da rivista e gel plate, certo, ma anche dal dosaggio dei colori, dai tempi di asciugatura, persino dalle condizioni climatiche! Ho un paio di guide su questo blog che trattano del trasferimento di immagine, alle quali rimando di solito chi mi contatta lamentandosi di non ottenere i risultati sperati:
Dalle domande che mi fanno sui social, mi sono però resa conto di una realtà abbastanza scoraggiante, ovvero di quanta importanza dia la maggior parte della gente al marchio dei prodotti per il crafting, quasi volesse sottindendere che la riuscita del lavoro dipenda principalmente dalla qualità dell'attrezzatura più che dall'abilità dell'artigiano. n_n Lo stesso è accaduto quando ho pubblicato il video di cui sopra: tanto su Instagram che su Tiktok, mi si è chiesto di indicare il brand delle due piastre... anzi, in realtà i più si sarebbero accontentati di conoscere la marca del gel plate numero due, quello che nel video sembrava aver prodotto il trasferimento migliore. E non c'è stato verso di far accettare il mio punto di vista a quegli insistenti postulanti, anzi, ho capito che, rimanendo ferma sulla mia posizione, stavo alimentando il sospetto di aver scoperto il gel plate ideale e di volerlo tener segreto agli altri! Vista l'evidente incomprensione ho pensato di tacitare le richieste più assillanti promettendo di chiarire meglio il concetto in un video successivo... apriti cielo! Sono stata subissata da critiche, e persino da insulti:
A parte il fatto che, offrendo contenuti a fruibilità completamente gratuita, non devo render conto a nessuno di quali video pubblicare o quando pubblicarli, è altresí indubbio che non sono disposta a permettere ad un qualsiasi internauta cialtrone di mancarmi di rispetto. Ergo: l'utente in questione è stato bloccato e dovrà andare altrove a sfogare la sua maleducazione, mentre io proseguo per la mia strada, che è sempre stata quella della libera condivisione di suggerimenti, ispirazioni e consigli, di ciò che ho imparato in campo artigianal-artistico. Ma, poiché ogni promessa è debito, ho comunque realizzato il video* annunciato, sebbene sia consapevole che esso non corrisponda alle aspettative di chi l'ha indirettamente ispirato:
Concludo con un'esortazione, severa ma giusta: smettetela di chiedere a me quali marche uso, non è il modo corretto di affrontare questa attività e può persino essere controproducente perchè se, impiegando gli stessi prodotti, non otterrete comunque l'esito sperato (è già successo!) a chi darete la colpa? Piuttosto, allora, chiedete a voi stessi quanto siete disposti ad impegnarvi per ottenere buoni risultati. Quanto tempo siete disposti a dedicare a questa attività, quanti sforzi, quanti tentativi e, perché no, quanti insuccessi siete disposti a sostenere prima di raggiungere lo scopo? Perché, alla fine, la riuscita dei trasferimenti d'immagine dipende soprattutto dalla pratica, dall'esperienza... e dalla costanza di continuare a provare. ;)
*Se la visione non è ottimale sullo smartphone, probabilmente basterà impostare per il blog Visualizza versione WEB e tutto andrà a posto. ;)
La tranquilla esistenza di Ann Lesniak, ventiquattrenne berlinese, viene all'improvviso sconvolta quando il padre, uno stimato docente di filosofia, viene arrestato con una scioccante motivazione: è infatti accusato di essere il serial killer che negli ultimi 14 anni ha ucciso una decina di bambine! Superato il trauma iniziale, Ann, convinta dell'innocenza paterna e determinata a dimostrarla, si mette ad indagare per proprio conto con l'aiuto di un giornalista in cerca dello scoop... La storia, seppure con qualche lacuna, riesce ad arrivare ad una conclusione logica, peccato che lo faccia in maniera confusionaria con ripetuti salti avanti e indietro nel tempo e parecchie parentesi narrative che si suppongono chiarificatrici e che invece hanno lo scopo di depistare il lettore.
Autore: Romy Hausmann Casa editrice: giunti Pagine: 340 ISBN: 9788809922815
Nessuno è tanto inutile che non possa servire almeno da cattivo esempio. (Markus M. Ronner)... e cosa c'è di più inutile di una famiglia reale, un gruppo di privilegiati cialtroni che devono la loro posizione a qualche prepotente antenato?! In effetti però possono servire come cattivo esempio di parassitismo sociale. ;)
Un trasferimento d'immagine ricavato da una foto d'epoca... per fortuna l'Italia si è liberata da tempo di questi sgradevoli figuri! Ho aggiunto uno sfondo a stencil e le coroncine ritagliate da carta stampata:
Il testo l'ho scritto col pennarello nero ed ho aggiunto come decorazione due delle mie solite strisce colorate: